In un articolo, pubblicato sul FOCUS del Consiglio Nazionale Architetti P.P.C. del luglio-agosto 2008, Mathias Klotz spezzò una lancia a favore della “Piccola Architettura”:
“Da quando eravamo studenti ci hanno raccontato l’architettura attraverso le grandi opere.
Del passato abbiamo studiato piramidi, circhi, basiliche, del presente stadi, musei, aeroporti e grandi palazzi per uffici. (…) Seguendo la logica del “più grande è più bello”. (…)Così l’architettura si è allontanata progressivamente dall’esperienza quotidiana della gente , confinata solo in situazioni eccezionali.(…)In questo contesto, in vent’anni di pratica professionale è stato dedicato all’architettura del quotidiano, lavorando su case, appartamenti e altri progetti a scala ridotta.(…)Sono convinto che ogni progetto per raggiungere correttamente l’obiettivo di partenza debba concentrarsi sull’individuo, il contesto e la scelta dei materiali, andando oltre la spettacolarità e la dimensione di scala”.
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