venerdì 1 giugno 2012

La casa straziata

Il terremoto scuote la terra e le anime, le ferisce attraverso la distruzione dei luoghi, delle "case". La casa è la piazza con i bar e le gelaterie, è la fabbrica e l'ufficio dove si produceva e si lavorava, la casa è la casa dove tornare la sera e sentirsi al sicuro.

Arriva dal cuore del pianeta quell'energia terribile e naturalmente spontanea: a sovvertire l'ordine fragile delle vite umane, a scovolgere con brutalità l'ambiente noto, ordinato e rassicurante. A sottolineare quanto esso fosse precario e prezioso, instabile e straordinario. Dall'idea di qualcosa che manca sempre nella nostra casa si passa a quella opposta: era perfetta così, nulla più, nulla meno. E la rivorremmo, con tutti i suoi difetti e le sue incolmabili lacune : in attesa di noi, la sera. A toglierci ancora una volta la paura.

venerdì 20 aprile 2012

Milano Design Week 2012

NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE.

Spunti da utilizzare in totale libertà, fuori dagli stereotipi. Rappresentazioni scenografiche e virtuali della vita e della casa: più emozionali che realistiche. La vera novità di questa settimana milanese del design sta forse proporio nell'avere disegnato con precisione l'oggetto principe: l'immaginario. Il tutto che emoziona, che procura benessere fisico e psichico, che porta fuori dalla realtà materiale. L'oggetto (il mobile, il complemento, i materiali) è il punto di partenza, il "blocco" dal quale scattare in una corsa verso l'immateriale, l'effimero, il cosmico, l'onirico. Ma anche il nostalgico (per una natura meravigliosa e in pericolo) e il divino.
La materia si assottiglia, le luci prendono corpo e ci avvolgono, i suoni flautati stordiscono e conduono a un'ovattazione eterea della percezione di tutto il resto. La casa del futuro è suggerita quindi dalla somma di stimoli sensoriali e immaginativi insinuati dalla forza degli allestimenti. Un racconto della "novità presentata in fiera" (di buona memoria) nel quale suona insulsa, e intrusiva, la partecipazione della spiegazione data con voce umana. Partite dagli oggetti che volete, tanto ce n'è per tutti i gusti, appoggiatevi alla Tecnologia (la fa da padrona) e gioite nel crearvi la vostra Wonderland. Buon lavoro!







giovedì 10 novembre 2011

Una storia del design d'arredamento

Una storia dell'arredamento insolita quella narrata nel libro "L'indiscreto fascino del Design" , curato da Anna Spadoni ed edito da Skira, presentato martedì 8 Novembre 2011 alla Triennale di Milano. Come recita il sottotitolo, si tratta della "Breve storia del design dell' arredamento attraverso le esperienze di un imprenditore: Rodrigo Rodriguez".

E in particolare, aggiungiamo noi, attraverso l'esperienza Cassina di cui Rodriguez è stato vicepresidente e direttore fino al 1991 e all'interno della quale si sono sviluppate straordinarie sinergie che vedevano l'imprenditore come artefice dei propri prodotti, coinvolto in prima persona nella creazione dei pezzi pur lasciando libera la creatività dei progettisti, investendo anzi in essa. Una filosofia che ha saputo evolversi nel tempo, adeguandosi alle nuove esigenze del mercato  senza perdere mai di vista l'eccellenza e la professionalità Ne sono testimoni nel libro Mario Bellini e Francesco Binfarè, stretti collaboratori dell'azienda fin dagli anni '60, insieme a molti documenti , anche curiosi.

venerdì 4 novembre 2011

Abitare liquido




C'era una volta l'architettura fatta di solidità. L'architettura archetipica significava riparo, prima di tutto: recingersi, racchiudersi, rintanarsi. Architettura fu casa, agli inizi, rendendo questo manufatto quello ad essa più prossimo, il suo primogenito. Qui in Europa "Casa" era per sempre. Ragioni sociologiche, antropologiche: la casa per secoli veniva immaginata, vagheggiata, risulatato sudato di sacrifici folli. Per la vita. Dove far crescere i figli e poi i figli dei figli, tramandata per generazioni. Un concetto radicato in una società dall'animo fortemente conservatore ed auto-referenziale che però ha funzionato, immutato, per moltissimo tempo. Un modello che oggi vediamo dissolversi sotto la spinta dei mutamenti imponenti che stanno intervenendo nella società globale, nell'ecosistema, nell'economia. Sollecitazioni che, com'è naturale, si ripercuotono sulla scena dell'abitare : quello che riguarda masse di individui, di famiglie di individui in transito da un Paese all'altro, da un Continente all'altro: chi per sfuggire a condizioni di vita insostenibili, chi per provare a salvare un tenore di vita in pericolo, chi per sfuggire al rischio di trovarsi senza lavoro e nella miseria in Paesi che non sanno più offrire futuro. Flussi migratori di diversa entità, dalla genesi estremamente differenziata, che hanno frammentato la compagine antropica del Globo e che ora stanno creando esigenze abitative del tutto nuove. Un vero e proprio cambiamento di stato della "materia", che da solida si è fatta liquida (Bauman), così mutevole e al tempo stesso adattabile. Le risposte del mondo di chi costruisce case si rivelano peggio che obsolete: fuori dal tempo, fuori dal futuro, adeguate a fasce sempre più ridotte di "vecchi cittadini" immaginati ancora per lo più stanziali, con un impiego fisso e l'ambizione di proseguire in un percorso di vita emulo di quelli tracciati nel secondo dopoguerra. Pensate per una cultura sola, per gusti ed esigenze scontati che si sono fatti totalmente disomogenei. L'abitare nuovo, "progredito", sta troppo lentamente superando il livello  di meta -progetto, di oggetto di ricerca, mentre la necessità di nuove abitazioni adeguate si fa ogni giorno più stringente.

lunedì 28 febbraio 2011

UNA CASA SORPRENDENTE?

Ci soffermiamo su una recente affermazione dell'immenso Oscar Niemeyer (in Case da Abitare  n. 145 , 2011) : alla domanda "Quali sono i fattori più importanti nella progettazione di un ambiente?" l'Architetto risponde "L'architetto deve godere di piena libertà nel trattare lo spazio,  per ordinarlo e scomporlo (nel caso), senza essere costretto da logiche funzionali. (...) E concepire una distribuzione degli spazi interni che sorprenda i visitatori". Pur inchinandoci al Maestro, ci permettiamo di sottolineare che gestire le funzioni non significa farsi costringere dalle logiche funzionali: uno spazio deve "funzionare" nel senso che deve servire chi lo usa e deve farlo nel modo migliore. La questione della funzione è diventata parte della storia dell'architettura nella sua accezione più radicale trasformandosi in -ismo, riempendo le biblioteche. Ma anche senza essere funzionalisti dell'ultim'ora, con le ragioni pratiche di un edificio o di uno spazio si deve fare i conti se per mestiere si fa i progettisti. Forse grandi Stelle come Niemeyer da molti anni possono quasi farne a meno: ma gli architetti "normali" non possono permettersi di ignorarle, nel loro lavoro quotidiano. Spesso, anzi, è la presenza di un elemento funzionale limitante che stimola l'inventiva dando luogo a dettagli sorprendenti, unici.
L'altra affermazione che ci induce a riflettere è quella che ci invita a creare spazi interni che sorprendano i visitatori. Visto che il grande Niemeyer parla in un contesto discorsivo il cui tema è la casa, viene da chiedersi se l'invito riguarda anche l'ideazione di spazi domestici, se vi è sottesa l'idea di casa- immagine, ricca di spazi di rappresentanza" per i visitatori, appunto. Vale ancora oggi, nell'immaginario collettivo, l'dea di casa come "status symbol"? Esiste ancora nella società contemporanea o è stata superata da altre priorità? Esistono nella realtà i "visitatori" per una casa -in-uso, una casa che non sia una casa-museo?



Quanto incide nelle scelte delle persone  l'esigenza di apparire attraverso l'immagine della casa? Sono alcune domande su cui ci stiamo interrogando. Invitiamo i lettori a darci la loro visione!

martedì 8 febbraio 2011

PICCOLA ARCHITETTURA

In un  articolo, pubblicato sul FOCUS del Consiglio Nazionale Architetti P.P.C. del luglio-agosto 2008, Mathias Klotz spezzò una lancia a favore della “Piccola Architettura”:
Da quando eravamo studenti ci hanno raccontato l’architettura attraverso le grandi opere.
Del passato abbiamo studiato piramidi, circhi, basiliche, del presente stadi, musei, aeroporti e grandi palazzi per uffici. (…) Seguendo la logica del “più grande è più bello”. (…)Così l’architettura si è allontanata progressivamente dall’esperienza quotidiana della gente , confinata solo in situazioni eccezionali.(…)In questo contesto, in vent’anni di pratica professionale è stato dedicato all’architettura del quotidiano, lavorando su case, appartamenti e altri progetti a scala ridotta.(…)Sono convinto che ogni progetto per raggiungere correttamente l’obiettivo di partenza debba concentrarsi sull’individuo, il contesto e la scelta dei materiali, andando oltre la spettacolarità e la dimensione di scala”.
Che dire? Condividiamo totalmente

martedì 30 novembre 2010

Architettura da vivere

Villa Necchi Campiglio a Milano


E' un'opera di Piero Portaluppi, datata 1932-1935: razionalismo ancora sperimentale per l'Italia di quei tempi, si dice. Classificare in questo senso la casa milanese della famiglia Necchi Campiglio è riduttivo, anche se comodo a livello divulgativo. E' una villa, ampia, dalla lussuosità pacata e sottile: al di là della spaziosità degli ambienti, la collocazione del sito (pieno cuore storico della metropoli), del magnifico giardino che l'avvolge, l'edificio è, soprattutto,una casa.
Il progetto è nato dalla volontà di pensare innanzi tutto alla vita che avrebbe dovuto svolgersi all'interno: ai momenti sociali come a quelli intimamente privati, al lavoro del personale di servizio così come alla gestione della manutenzione. Dal maggio 2008, grazie all'alacre lavoro del F.A.I., la casa è un museo che, per volere delle proprietarie che l'hanno donata, è stata ricondotta allo stato originario, conservando tutto il senso dell'abitare di cui è portatrice. Con la complicità della Collezione Claudia Gianferrari, composta da opere del primo Novecento che armonizzano in modo straordinario con gli ambienti.
Merita una visita!  Per visitare la villa con uno storico dell'architettura o dell'arte è possibile rivolgersi agli indirizzi reperibili sul  sito http://www.bluepoppyarchitettura.com/
http://www.fondoambiente.it/beni/casa-necchi-campiglio-beni-del-fai.asp